I Grandi Classici in Versione Restaurata

 I GRANDI CLASSICI IN VERSIONE RESTAURATA ORIGINALE CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO  

Dopo il grande successo dei mesi scorsi la programmazione dei grandi classici in versione restaurata arriva anche al Nuovo Olimpia portando all’attenzione degli spettatori, anche più giovani, titoli e nomi da vedere o rivedere finalmente sul grande schermo.

Tutti i lunedì al Nuovo Olimpia Tutti i martedì al Giulio Cesare.

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Pubblichiamo di seguito il programma di Marzo:

Lunedì 7 marzo (Nuovo Olimpia) – Martedì 8 marzo (Giulio Cesare)

IL GRANDE DITTATORE di Charlie Chaplin (Usa/1940, 126’)

Versione originale inglese con sottotitoli italiani

Nell’autunno del 1938, Charlie Chaplin sta scrivendo in gran segreto il suo primo film parlato (lo si era già sentito cantare, in Tempi moderni, ma parlare mai) e il personaggio che andrà a interpretare è ispirato nientemeno che ad Adolf Hitler. Il grande dittatore, storia dello scambio di persona tra un umile barbiere ebreo e uno spietato tiranno, è presentato a New York nell’ottobre del 1940, ma in due anni lo scenario politico mondiale è mutato drammaticamente: nel 1939 è scoppiata la Seconda guerra mondiale. Ci sono film che possono essere compresi senza conoscerne il contesto storico e la genesi artistica, ma non si può apprezzare la grandezza di Il grande dittatore se si ignora che era stato concepito un anno prima del conflitto, se non si conoscono le pressioni che Chaplin subì da parte dai governi di mezzo mondo. Ma il regista era deciso a ‘dichiarare guerra’ al dittatore tedesco, a tutte le dittature, attraverso il grande schermo, e realizzò uno dei più grandi capolavori pacifisti del cinema mondiale. 

Nuova versione restaurata da Criterion Collection in collaborazione con Cineteca di Bologna

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 Lunedì 14 marzo (Nuovo Olimpia) – Martedì 15 marzo (Giulio Cesare)

LA CORAZZATA POTEMKIN (URSS/1925, 68’) Versione originale russa con sottotitoli italiani

È il film più famoso della storia del cinema e uno dei meno visti. Mai visto nella versione che qui proponiamo, restituito da un luminoso restauro allo splendore delle sue immagini. Un film che nella Russia del 1925 celebrava la rivolta dei marinai e della città di Odessa avvenuta nel 1905. Un film che “emergeva dal mare” con l’impeto creativo di un regista di ventisette anni, Sergej Ejzenštejn, destinato a portare la rivoluzione nel linguaggio cinematografico. La corazzata Potëmkin è un richiamo alla necessità della ribellione quando la giustizia e la dignità sono calpestate, un alto grido umanista in nome della fratellanza. Scrostato da decenni di polvere critica, sottratto al luogo comune dell’invettiva fantozziana, il capolavoro di Ejzenštejn può levare l’ancora verso le nuove generazioni. Perché questo è un film di una bellezza pazzesca!

Edizione restaurata da Deutsche Kinemathek con il sostegno di BundesarchivFilmarchiv, BFI – National Archive e Russian State Archive of Literature and Arts (RGALI). Per la versione restaurata la musica originale composta da Edmund Meisel per la prima tedesca del 1926 è stata restaurata da Helmut Imig con l’aiuto di Lothar Prox.

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 Lunedì 21 marzo (Nuovo Olimpia) – Martedì 22 marzo (Giulio Cesare)

 METROPOLIS di Fritz Lang (Germania/1925 – 27, 149’) Versione originale tedesca con sottotitoli italiani

Alla sua uscita, nella primavera del 1927, Metropolis aggredisce e sconcerta il pubblico dell’epoca. Si trasformerà in un film d’impatto inesauribile sull’intera storia del cinema, capostipite della fantascienza, capace di nutrire ogni nuova visione ‘assolutamente moderna’, fino a Brazil, a Blade Runner, ad Avatar. Fantasia distopica su un mondo verticalmente diviso, l’avveniristica città dell’intelletto e del potere e il sottosuolo della forza lavoro, Metropolis è un capolavoro laddove trascende il proprio mai risolto messaggio sociale (rivoluzione o conciliazione?): nella prodigiosa intuizione con cui osserva una città vera, New York, e la ricostruisce come grandiosa icona d’ogni futuro oltreumano. Straordinari effetti speciali, movimenti di masse in rivolta, trecento giorni di riprese, trentaseimila comparse, cinquecento grattacieli di settanta piani, e al centro di tutto l’ambigua Maria, vergine e androide: “Uno dei film più stupefacenti del cinema espressionista tedesco, uno dei rari film muti in grado di rappresentare ancora qualcosa per il grande pubblico di oggi” (Jacques Lourcelles). La versione che presentiamo è il restauro più completo oggi esistente, realizzato nel 2010 da Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung e Deutsche Kinemathek in seguito al ritrovamento in Argentina di 25 minuti di pellicola ritenuti perduti. Dopo ottant’anni di versioni spurie e il pluridecennale lavoro di ricostruzione condotto da Enno Patalas, questo è finalmente il film come Thea von Harbou l’aveva scritto e Fritz Lang l’aveva girato. Con la colonna sonora originale ricostruita di Gottfried Huppertz eseguita da Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino diretta da Frank Strobel.

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Lunedì 28 marzo (Nuovo Olimpia) – Martedì  29 marzo (Giulio Cesare)

MULHOLLAND DRIVE di David Lynch (USA/2001 –  147’) Versione originale inglese con sottotitoli italiani

È stato votato miglior film del 21° secolo in un sondaggio della BBC. È entrato nella classifica di “Sight & Sound” dei migliori 100 film della storia del cinema (unico titolo degli anni Duemila insieme a In the Mood for Love). Mulholland Drive torna al cinema in una nuova edizione 4K, per farci immergere ancora (o per la prima volta) nell’irresistibile immaginario di un film letteralmente infinito, nel mistero di una dimensione enigmatica dove i ruoli si invertono, ogni ordine logico è fallace, la realtà vacilla. Mulholland Drive è un puzzle ammaliante e perturbante sullo sfondo di una Hollywood fabbrica di sogni e incubi. Premiato a Cannes e candidato agli Oscar per la miglior regia, David Lynch conduce Naomi Watts, Laura Harring e noi spettatori nell’oscurità della notte e dell’ambiguità, lungo il crinale tra reale e onirico, noir e mélo, dramma e commedia, in un labirinto ipnotico e avvolgente che ad ogni nuova visione svela interpretazioni, illuminazioni e dettagli inediti. Perché vedere o rivedere Mulholland Drive al cinema, nel buio della sala, è sempre una prima volta: un’esperienza unica, immersiva e totalizzante. Restaurato in 4K nel 2021 da StudioCanal presso il laboratorio Fotokem/Criterion

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Pubblichiamo di seguito il programma di Febbraio:

𝑀𝑎𝑟𝑡𝑒𝑑𝑖̀ 1 𝑓𝑒𝑏𝑏𝑟𝑎𝑖𝑜 (𝐺𝑖𝑢𝑙𝑖𝑜 𝐶𝑒𝑠𝑎𝑟𝑒) & 𝐿𝑢𝑛𝑒𝑑𝑖̀ 14 𝑓𝑒𝑏𝑏𝑟𝑎𝑖𝑜 (𝑁𝑢𝑜𝑣𝑜 𝑂𝑙𝑖𝑚𝑝𝑖𝑎)

𝗩𝗔𝗠𝗣𝗬𝗥 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗹 𝗧𝗵𝗲𝗼𝗱𝗼𝗿 𝗗𝗿𝗲𝘆𝗲𝗿 (Francia-Germania/1932, 73’)

Uno dei grandi film della storia del cinema, una delle avventure più enigmatiche e coinvolgenti che gli occhi degli spettatori abbiano mai incontrato, e uno dei restauri più preziosi realizzati dalla Cineteca di Bologna. Realizzato da Dreyer nel 1931, all’indomani del capolavoro La passione di Giovanna d’Arco e dell’avvento del sonoro, liberamente ispirato ad alcuni racconti di Sheridan Le Fanu, Vampyr è un film horror, un film fantastico, un film di nebbie, di luminescenze, di poche parole, di terrificanti rumori. “E quando fu sul ponte, gli vennero incontro i fantasmi”: da qui parte la strana avventura del giovane David, che solo in un paese straniero (forse un sogno, forse il suo inconscio), immerso in un eterno crepuscolo, dovrà affrontare segnali malefici, ombre ambigue, misteriose morti, indecifrabili personaggi per trionfare sull’occulto, invisibile vampiro e poter tornare alla luce e all’amore.
“Con Vampyr, volevo creare sullo schermo un sogno in stato di veglia, e mostrare che l’orrore non risiede nelle cose intorno a noi ma nel nostro subconscio.” (Carl Th. Dreyer)

Versione originale tedesca con sottotitoli italiani Musiche di Wolfgang Zeller, restaurate da Timothy Brock ed eseguite dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna da lui diretta.

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𝐿𝑢𝑛𝑒𝑑𝑖̀ 7 𝑓𝑒𝑏𝑏𝑟𝑎𝑖𝑜 (𝑁𝑢𝑜𝑣𝑜 𝑂𝑙𝑖𝑚𝑝𝑖𝑎) & 𝑀𝑎𝑟𝑡𝑒𝑑𝑖̀ 8 𝑓𝑒𝑏𝑏𝑟𝑎𝑖𝑜 (𝐺𝑖𝑢𝑙𝑖𝑜 𝐶𝑒𝑠𝑎𝑟𝑒)

𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔 𝗞𝟮 – 𝗥𝗶𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗙𝗮𝗻𝘁𝗶𝗻 (Italia/1954-2021, 62’)

Mario Fantin, bolognese classe 1921, con la sua macchina da presa ha documentato le spedizioni più avventurose dirette ai quattro angoli del globo. Prima fra tutte, la mitica conquista italiana del K2 nel 1954. Abbiamo deciso di presentare quelle immagini (poi confluite nel film Italia K2 di Marcello Baldi, in corso di restauro) senza commento parlato accompagnandole con le musiche scritte, all’epoca, dal maestro Teo Usuelli, eseguite dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Fantin effettuò tutte le riprese fino a 6560 metri, poi fu obbligato a fermarsi e istruì gli alpinisti che poterono così documentare la parte finale della scalata. Mai in precedenza riprese cinematografiche erano state effettuate a tali quote. Il restauro restituisce tutta l’emozione alle immagini e all’impresa compiuta dagli uomini della spedizione. Le immagini sono così potenti che si ha la sensazione di assistere al compimento dell’ultima odissea umana sulla terra. E le riprese, liberate dalla retorica dell’epoca, ci fanno riscoprire lo sguardo etico di Fantin, capace, in condizioni impossibili, di trovare sempre l’inquadratura giusta, quella che ci racconta lo spirito profondo di quest’avventura, il rapporto tra l’uomo e la natura, la bellezza suprema delle montagne, la sfida umana per superare i propri limiti.

Montaggio realizzato nel 2021 a partire dalle riprese di Mario Fantin per il documentario Italia K2 di Marcello Baldi (Italia, 1955) per gentile concessione di Club Alpino Italiano. Selezione e montaggio a cura di Andrea Meneghelli. Testi di Albino Ferrari. Italia K2 di Baldi è stato restaurato dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con il Centro di Cinematografia e Cineteca del CAI e il sostegno del MiC. Musica originale di Teo Usuelli orchestrata e adattata da Daniele Furlati per gentile concessione di Michele dall’Ongaro, eseguita dall’Orchestra e dal Coro del Teatro Comunale di Bologna diretti da Timothy Brock.

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𝑀𝑎𝑟𝑡𝑒𝑑𝑖̀ 15 𝑓𝑒𝑏𝑏𝑟𝑎𝑖𝑜 (Giulio Cesare) & 𝐿𝑢𝑛𝑒𝑑𝑖̀ 21 𝑓𝑒𝑏𝑏𝑟𝑎𝑖𝑜 (Nuovo Olimpia)

𝗡𝗢𝗦𝗙𝗘𝗥𝗔𝗧𝗨 𝗱𝗶 𝗙𝗿𝗶𝗲𝗱𝗿𝗶𝗰𝗵 𝗪𝗶𝗹𝗵𝗲𝗹𝗺 𝗠𝘂𝗿𝗻𝗮𝘂 (Nosferatu, Eine Symphonie des Grauens, Germania/1921, 95’)

“Il film capitale del cinema muto”. Dal Dracula di Bram Stoker, la storia immortale di Nosferatu, il non-morto che semina la peste, assorbe e spegne le forze vitali, attenta all’equilibrio dell’universo, finché un sacrificio femminile fara sorgere l’alba sulla città liberata. “Sul piano formale, il film si allontana dall’espressionismo e lo trascende: prima d’ogni altra cosa per l’importanza che vi ha la Natura, per l’impressionante varieta di esterni reali che ne accrescono il romanticismo magico. Murnau s’abbandona totalmente al suo gusto della polifonia e del contrappunto, sul piano drammatico e cosmico. Nosferatu è prima di tutto un poema metafisico nel quale le forze della morte mostrano la vocazione – una vocazione inesorabile – ad attirare a sé, aspirare, assorbire le forze della vita, senza che nella descrizione di questa lotta intervenga alcun manicheismo moralista” (Jacques Lourcelles).

Versione originale tedesca con sottotitoli italiani. Copia restaurata da Luciano Berriatúa per conto di Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung. Ricostruzione delle musiche originali di Hans Erdmann realizzata da Berndt Heller- Musiche eseguite dalla Rundfunk-Sinfonieorchester Saarbrücken diretta da Berndt Heller.

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𝑀𝑎𝑟𝑡𝑒𝑑𝑖̀ 22 𝑓𝑒𝑏𝑏𝑟𝑎𝑖𝑜 (Giulio Cesare) & 𝐿𝑢𝑛𝑒𝑑𝑖̀ 28 𝑓𝑒𝑏𝑏𝑟𝑎𝑖𝑜 (Nuovo Olimpia)

𝗖𝗔𝗟𝗜𝗚𝗔𝗥𝗜 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁 𝗪𝗶𝗲𝗻𝗲 (Das Cabinet des Dr. Caligari, Germania/1920, 75’)

Pietra miliare del cinema tedesco, leggendario classico del muto, precoce esempio di thriller psicologico, primo successo internazionale della cinematografia tedesca dopo la Prima guerra mondiale, prototipo del cinema espressionista. “In Caligari, l’interpretazione espressionista è riuscita con raro successo a evocare la ‘fisionomia latente’ di una piccola città medievale dai vicoli tortuosi e oscuri, budelli stretti rinserrati tra case sgretolate le cui facciate sbilenche non lasciano mai entrare la luce del giorno. Porte cuneiformi dalle ombre pesanti e finestre oblique dai vani deformi sembrano rodere i muri. Davanti all’esaltazione bizzarra che emana da questa scenografia sintetica di Caligari, ricordiamoci di una dichiarazione di Edschmid: ‘l’espressionismo si muove in un’eccitazione perpetua’. Queste case o questo pozzo appena schizzato all’angolo di una stradina sembrano infatti vibrare di una straordinaria vita interiore” (Lotte H. Eisner).

Versione originale tedesca con sottotitoli italiani. Restaurato nel 2014 da Murnau Stiftung e Cineteca di Bologna presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata.

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